L'ANSPI LIGURIA E IL VOLONTARIATO
L'uomo, ogni uomo, nell'incontro con le cose e con le persone, avverte subito un'enorme sproporzione tra il proprio irriducibile desiderio di giustizia, di bellezza, di amore, e la realtà che ha di fronte. Le cose, le leggi, le relazioni, le stesse persone sono, per natura, limitate e imperfette, mentre il desiderio di giustizia e di bellezza dell'uomo è, per natura, assoluto. Il primo impatto con la realtà, quindi, invita l'uomo ad un coinvolgimento, ad una partecipazione al miglioramento del mondo. Questo è il lavoro, ovvero la vocazione dell'uomo a intervenire nella storia per renderla più umana. La forma più corrispondente alla nostra natura, per quanto possa immediatamente sembrare strano, è quella del lavoro gratuito, il volontariato, vale a dire la disponibilità a dedicare tempo, risorse e capacità per la passione e il desiderio di aiutare e sostenere chi ha bisogno. La storia del nostro popolo e della Chiesa stessa è ricca di testimonianze in questo senso. Come scrive Papa Benedetto XVI nell'Enciclica Deus est Caritas la caritativa "per la Chiesa non è una specie di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza". La vita dovrebbe quindi essere una costante condivisione dei bisogni degli altri, anche se molte volte la fatica, la solitudine o, in generale, i fatti della vita, rendono difficile l'impegno. Per questo, dedicare costantemente parte del proprio tempo agli altri, oltre ad essere un reale contributo al benessere delle persone, ha un'enorme valore educativo per il volontario, che sperimenta come la carità sia la reale dimensione dell'uomo. Sono nate così le forme più diverse di caritative nelle quali sono impegnati moltissimi volontari: assistenza agli anziani, attività ricreative per i bambini, sostegno alle persone invalide, compagnia alle persone sole, aiuto nella ricerca di un lavoro eccetera. In tutti questi ambiti si muove l'Associazione ANSPI in Liguria, che da sempre ha giocato la sua storia e la sua opera sul volontariato, intervenendo la dove le circostanze denunciavano un bisogno, partendo dalla consapevolezza che, se Dio si è fatto uomo per salvare il mondo, allora il primo compito dell'uomo è la carità verso il mondo. L'ambito della gratuità, che è l'orizzonte di una vita cristianamente vissuta, non è ambito fuori dal mondo, ma è dentro il mondo, dentro la realtà, nella società. E' quindi in rapporto con la realtà circostante che ci si muove e si opera, sfruttando anche tutte le opportunità che da questo rapporto emergono. Da qui l'incontro tra il mondo della Caritativa e del Volontariato con le Istituzioni Pubbliche, la disponibilità a farsi carico delle problematiche e delle esigenze delle comunità, la disponibilità a giocarsi in prima persona nella soluzione dei piccoli e grandi problemi delle persone. Il rapporto con le istituzioni diventa quindi occasione di opere, nella forma spesso codificata delle convenzioni e degli appalti di servizi. Sempre però con la consapevolezza che convenzioni e appalti non rappresentano il fine, ma lo strumento del nostro intervento. Per questo siamo liberi nel rapporto con chiunque, volendo creare non "buoni rapporti", ma "buoni servizi". Nascono le cooperazioni con tutte le realtà che si muovono nell'orizzonte della solidarietà, in una rete di rapporti tesa a soddisfare sempre più esaurientemente le esigenze che via via emergono, nell'unione delle diverse competenze e capacità. Nascono le domande di contributi e le partecipazioni ai bandi per l'assegnazione di fondi, perché spendere decine di migliaia di euro per costruire una sala Polivalente non vuol dire essere ricchi, ma essere poveri, perché si da tutto quello che si riceve. Nascono gli impegni di rappresentanza negli organismi istituzionali, perché la libertà e l'opportunità di operare devono essere da una parte promosse e dall'altra difese. In tutto questo emerge la stoffa degli uomini, ognuno con i propri talenti. Essere volontari non vuol dire solo essere "brave persone", ma anche bravi infermieri, bravi autisti, bravi segretari, bravi avvocati, bravi imprenditori, capaci cioè di sfruttare (e non patire) le condizioni nelle quali si è chiamati ad operare. Così l'ANSPI in Liguria ha sviluppato forme e capacità di intervento che le sono peculiari, nell'intricato panorama legislativo e fiscale italiano, potendosi porre secondo le varie forme nelle diverse necessità, ossia come Associazione di promozione sociale, Organizzazione di Volontariato, Ente di promozione sportiva. Si è data una struttura organica ed una organizzazione precisa, con regolamenti e procedure interni che assecondano e agevolano il lavoro dei volontari senza sostituirsi ad essi. Scriveva T.S. Eliot a proposito degli uomini del suo tempo: "Cercano sempre di evadere dal buio esterno e interiore, sognando sistemi talmente perfetti che nessuno avrebbe più bisogno di essere buono". A noi non interessano sistemi perfetti, a noi interessa la libertà di ogni uomo di essere sempre più se stesso, ovvero sempre più caritatevole nel mondo, dove, grazie a Dio, c'è ancora bisogno di gente buona.