"Diversamente abili" con Anspi e Fiadda
Venerdi 29 Febbraio 2008, presso lo Starhotel President di Corte Lambruschini a Genova, si è tenuto un seminario organizzato dalle Associazioni ANSPI Liguria e FIADDA nell'ambito del Progetto "Diversamente uguali" attivato con il contributo del Ministero della Solidarieta' Sociale ai sensi della Legge 383/00 lettera f) - anni 2004 e 2005.
In questa occasione, i Presidenti di ANSPI Liguria e di FIADDA hanno presentato ai numerosi intervenuti il Progetto co-promosso e co-finanziato dalle due Associazioni, nato come utile strumento di diffusione delle cosiddette "buone prassi" in materia di disabilità ed integrazione sociale.
Il progetto, avviato a fine 2005, ha portato alla creazione dei primi Centri diurni socio ricreativi per ragazzi diversamente abili esistenti sul territorio.
Troppo spesso quando si sente parlare di Centri dedicati a ragazzi portatori di handicap si pensa unicamente a servizi riabilitativi e/o sanitari. Ma l'innovazione di questo Progetto risiede proprio nell'offrire ai giovani diversamente abili una proposta unitaria ed organica, nell'ottica di supportare, integrare ed implementare i servizi già esistenti sul territorio creando nuovi spazi a forte valenza riabilitativa sociale, con finalità e modalità gestionali molto differenti rispetto ai più tradizionali Centri Diurni.
Il Progetto ha inteso passare dalla radicazione alle buone prassi, ovvero dall'implementazione dei Centri socio ricreativi per ragazzi diversamente abili - avvenuta con successo lo scorso anno - ad una loro corretta promozione attraverso la diffusione di un vero e proprio "Manuale di istruzioni" nato dall'esperienza dei quattro Centri attivati finora in Liguria, Abruzzo e Calabria all'interno di Oratori affiliati ad ANSPI Liguria e di Centri FIADDA selezionati a campione nel nostro Paese.
L'esigenza di un Manuale e di una Guida allegata relativa ai codici etici specifici per una struttura socio ricreativa per diversamente abili (utile alla certificazione SA 8000) nasce dalla comune presa di coscienza che i "Centri Diurni Socio Ricreativi" per Disabili siano strutture che concorrono pienamente a potenziare e, dove possibile, a migliorare le attitudini di ogni persona portatrice di handicap attraverso l'impiego di Piani Educativi Individualizzati basati tanto sull'intervento riabilitativo quanto educativo e sociale e, soprattutto, sulla formazione di Operatori e Volontari professionalmente qualificati e fortemente motivati.
Questa sfida di ANSPI e FIADDA si basa sulla capacità di essere duttili e di fornire tutti gli elementi necessari alle persone ospitate nei Centri, dove anche il più piccolo spazio è appositamente studiato per favorire il processo di crescita ed integrazione delle persone temporaneamente o permanentemente portatrici di handicap.
Ma anche dove si svolgono quotidiani interventi a sostegno dell'inserimento e dell'integrazione sociale (nei termini indicati dall'art.8 della Legge 104/92), oltre che interventi rivolti a conferire nuove abilità nel diversamente abile, dal movimento alla comunicazione, dalla capacità di relazione all'integrazione ambientale.
Il Manuale e la Guida, presentati agli "addetti ai lavori" che hanno partecipato all'incontro formativo, fissano punto per puntole diverse tipologie di attività da proporre agli utenti e, ancor prima, le modalità per una loro corretta ed efficace pianificazione.
Dagli esempi più concreti quali i laboratori grafico - pittorici, informatici e manuali alla formazione degli Operatori e dei Volontari, dalla supervisione al monitoraggio dei casi, dalla gestione dell'accesso degli utenti al Centro a quella del Personale e dei Volontari, fino ad arrivare all'analisi della modulistica ordinaria, delle figure professionali e non inserite nei Centri e alle possibili fonti di finanziamento, per dare una maggior consapevolezza di quali siano i reali fabbisogni finanziari e non di un Centro Socio Ricreativo per persone Diversamente abili.
Tutto cio' per diffondere un'esperienza ad oggi radicata con successo e rivelatasi utile strumento di crescita ed integrazione delle persone con disabilita' con i coetanei normoabili.
Paolo Petralia
Tratto da: "Il Cittadino - Settimanale Cattolico di Genova" del 09|03|08