Titolo:
UNA NUOVA, VECCHIA FRONTIERA DELL’EDUCAZIONE:
LA STRADA.
Esperienza e tecnica dell’animazione di strada nei suoi aspetti pratici
e teorici
Il corso nasce dall’esigenza individuata di intervenire sulle zone territoriali ove è stata riscontrata una situazione di disagio e/o di presenza di extracomunitari e/o di minori a rischio, l’impronta che è stata data al corso è quella di un laboratorio che interagisce con realtà che vivono i temi trattati e vuol essere, per i partecipanti, un modo per comunicare la loro esperienza viva, maturata sul campo, e raccogliere in un momento formativo tecniche e conoscenze utili per migliorare la qualità del loro servizio e non sempre facilmente accessibili.
Obiettivi:
1. Incontro con un’esperienza di animazione e con l’ambiente in
cui è nata
2. Recupero e trasmissione di tecniche di animazioni nate tradizionalmente sulla
strada e per la strada
3. Approfondimento di alcune tematiche psicologiche e sociologiche relative
all’educazione in luoghi informali
4. Dare elementi per determinare le risorse disponibili e i modi e termini per
la loro utilizzazione.
5. Dare agli operatori elementi per individuare la forma giuridica più
adatta a un’associazione che opera nel campo dell’animazione di
strada e le modalità di relazione con le altre agenzie educative presenti
sul territorio
Obiettivo 1
Vuole dare conto di un’esperienza e della realtà in cui è
nata. Oltre a fornire spunti concreti e attingere ad una esperienza concreta,
i partecipanti potranno condividere problemi e prospettive di quest’esperienza,
in modo da vivere il corso interagendo con la realtà-laboratorio nella
quale il corso si svolge. Vi sarà anche la possibilità di partecipare
ad alcuni momenti di attività di animazione di strada.
Obiettivo 2
Come recita il titolo, la strada costituisce una antica frontiera dell’educazione
ed è stata palcoscenico di innumerevoli forme di animazione che fanno
parte della nostra storia. Con l’obiettivo 2 si vuole contribuire al recupero
di tali tecniche inserendole nel contesto di una nuova frontiera dell’educazione
che torna ad avere la strada come scenario. Vi saranno laboratori di teatro
di strada (mimi cantastorie),di marionette, di aquiloni, di ideazione e organizzazione
di giochi all’aperto. Anche qui è prevista una “sperimentazione”
sul campo di tali tecniche.
Obiettivo3
Come si fa la mappatura di un territorio per individuare le esigenze dei ragazzi
che ci vivono? Come si fa a fare una proposta che risponda al meglio alle differenti
età come animare gruppi di ragazzi di età anche molto diversa?
(Succede frequente nei gruppi non formali). Come individuare le dinamiche naturali
del gruppo informale (leaders, conflitti…)? Come valorizzare la presenza
di diversità religiose e culturali? Sono queste alcune delle domande,
essenziali in un’esperienza di animazione di strada, cui si cercherà,
con l’aiuto di uno psicologo e di un pedagogista, di dare risposta. Il
taglio sarà, nello stile del corso, fondato sull’esperienza, e
ci si proporrà di fornire anche strumenti concreti perché gli
operatori possano applicare sul campo gli elementi acquisiti.
Obiettivo 4
Vi sono spesso risorse a disposizione di associazioni che desiderano impegnarsi
nel campo dell’educazione di strada e particolari modalità per
accedervi. Spesso però non è facile usufruirne pienamente, oltre
che per la mancanza di nozioni tecniche, anche per la difficoltà ad acquisire
un nuovo metodo di lavoro che tenga conto degli altri soggetti che operano nello
stesso ambito e della presenza delle istituzioni pubbliche. L’obiettivo
4 si propone di contribuire a colmare queste lacune presentando le diverse vie
per accedere a risorse tecniche e finanziarie. Si vuole inoltre illustrare agli
operatori gli elementi per una modalità di lavoro “in rete”,
che interagisca cioè costruttivamente, nel rispetto delle differenti
identità e caratteristiche, con le altre agenzie educative presenti sul
territorio.
Obiettivo5
L’animazione di strada presuppone, per sua natura, un’estrema flessibilità
e le esperienze presentano caratteristiche anche molto differenti. Come conciliare
questi elementi con la necessità di avere una struttura in grado di essere
un interlocutore affidabile per le istituzioni, che garantisca continuità
all’esperienza e che dia il necessario appoggio logistico e tecnico? Questa
è la sfida cui si cercherà di rispondere nell’ambito di
questa fase del corso. Si cercherà di spiegare come, all’interno
del quadro legislativo vigente, sia possibile “fotografare” un’esperienza
traducendola sul piano giuridico nella maniera più fedele e flessibile.
Questo tenendo conto anche di tutti i diritti e degli obblighi che il riconoscimento
pubblico comporta. L’obiettivo intende essere raggiunto attraverso la
forma dell’intervista ad un esperto da parte dei soggetti che operano
effettivamente sul campo e che propongono al confronto problemi e soluzioni
da loro sperimentate.
Metodologia
Coerentemente con quanto emerge nei punti precedenti il percorso didattico che
si vuole seguire vuole essere essenzialmente di carattere esperienziale, valorizzando
i contesti in cui si svolgono i differenti moduli del corso. Ogni tema, nella
misura del possibile verrà svolto attraverso il confronto vivo con l’ambiente
e chi vi opera. Così i laboratori per insegnare le tecniche di espressione
saranno svolti in strada, dove poi verranno utilizzati e sperimentati nell’ambito
del corso stesso. I moduli di carattere psicologico e quelli tecnico-legali
saranno basati anch’essi sulla esperienza concreta delle associazioni
organizzatrici del corso e gli interventi degli esperti saranno il risultato
di un confronto con tale esperienza, lasciando un cospicuo spazio alla partecipazione
degli operatori partecipanti.
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