COMUNICATO STAMPA
9 novembre 2007
IL CONI ESCLUDE L'ANSPI DAGLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA
L'ANSPI ha 250 Associazioni "vere" in ogni parte d'Italia che operano con i ragazzi, i disabili, gli anziani, che sono 25.000.
La maggior parte dei nostri presidenti di società va nelle sedi (sempre situate all'interno degli oratori Parrocchiali) dopo il lavoro e dopo la cena.
Il primo pensiero che hanno è garantire a tutte le squadre l'attività, gli allenatori, le palestre e i progetti educativi. Dedicare tempo a registrare la società, entrando nel sito Internet con procedure non tanto immediate, non è sempre considerata una priorità.
Per questo il CONI esclude dal riconoscimento e dai contributi, escludendo così tantissimi bambini, ragazzi ,giovani e anziani dalla possibilità di sperimentarsi in attività sportive, alla pari con chi può permettersi quote di partecipazione molto più alte.
Le conseguenze sono pesanti non solo per il livello nazionale, ma soprattutto per le periferie direttamente coinvolte nell'attività quotidiana. Non è vero che non ci sono almeno 1.000 società in Italia: le nostre 1.120 esistono, hanno pagato, hanno regolare iscrizione e statuto, tutti le conoscono e sanno dove incontrarle sul territorio italiano, il problema è che il loro codice non risulta nel sito internet.
Così i contributi, che servivano a sostenere un'attività completamente basata sul volontariato, andranno ad aumentare il patrimonio di chi potendo assumere impiegati che seguano le procedure internet, forse non ne ha così bisogno.
La legge che vale purtroppo in molti settori della nostra società è la stessa nello sport: chi ha i soldi può permettersi tutto, chi non li ha, ne avrà sempre meno. Parallelamente facciamo grandi discorsi e progetti sullo sport di cittadinanza, un tempo definito sport per tutti.
Ci permettiamo di sottolineare una forte incoerenza: come si può proclamare il diritto di tutti a fare sport e poi permetterlo effettivamente soltanto a chi ha i soldi per farlo?
Possibile che esista un unico modello di sport di cittadinanza, quello dei grandi numeri?
Vogliamo rassicurare i nostri soci: l'ANSPI Sport, fedele al suo metodo educativo, continuerà a promuovere lo sport negli oratori e nelle parrocchie, perché al centro ci sia sempre solo il bene delle persone, soprattutto le più svantaggiate.
Paolo Petralia
Presidente Regionale
